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Holy war - XMAS - seconda parte

Holy war - Merry XMAS di Michal Kosakowski

La foresta, vista come metafora della quiete e dell'equilibrio, è l'immagine che apre questo video dell'artista polacco Michal Kosakowski.

E poi arriva l'uomo, armato e sceglie la sua vittima. Il grande abete viene abbattuto, senza un rito, senza rispetto, una mattanza in cui il sangue non c'è ma grida.

E viene impacchettato e trascinato via, come un cadavere senza la pietà di un sudario, fino alla sua ultima destinazione, la sua ultima mortificazione: l'esposizione come trofeo, la sua impiccagione, lui, vittima innocente, sulla pubblica piazza, tra facciate con occhi privi di vita che lo fissano: è arrivato il Natale.

Ed ecco il ritmo affannoso di un respiro agonizzante incalza e scandisce il lavoro della catena di montaggio, simbolo stesso dell'assenza di umanità.

Gli umani sono come fantocci, mentre si cerca di umanizzare i pupazzi, Babbo Natale di plastica che si muove, che respira persino.

E poi i bambini, bambini senza meraviglia, bambini dal volto trasfigurato, che si deforma dietro un vetro impenetrabile di incomunicabilità.

Il mondo degli umani come merce, gli uomini come articoli il cui codice a barre è l'unica identità possibile.

E il carrello, luogo da cui guardare il mondo, diventa la gabbia della nostra libertà.

E quando l'orgia finisce, rimane solo il vuoto e il rifiuto.

Il tema è quello del consumismo sfrenato, il modo è quello della evidenziazione del ridicolo, del pacchiano. Il carnevale delirante della festa che dura poco e che distoglie lo sguardo e il pensiero dalle cose vere. Che mistifica.

Per dirla con Zygmunt Bauman: "...ora le occasioni di cui sente amaramente la mancanza sono quelle che consentano di alleggerire il fardello e seppellire l'angoscia dell'individualità dissolvendo l'io in un "tutto più grande" e abbandonandosi gaiamente al suo dominio, celebrando brevi ma intense feste di esultanza comunitaria... carnevali del genere sono occasioni per riunirsi, tendersi la mano e richiamare dagli inferi il fantasma della comunità defunta per la sola durata della festa.*"

michal kosakowki ha prodotto oltre 100 tra cortomoetraggi film sperimentali e documentare vincendo numerosi premi.
Dal 1997 al 2000 ha lavorato come filmaker indipendente e artista in FABRICA, il centro internazionela di ricerca artistica e comunicazione fondato da Oliviero Toscani e Luciano Benetton.

* Zygmunt Bauman "Consumo dunque sono", 2008 Editori Laterza

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DATA REGISTRAZIONE: 25/12/1998